Guarda “Enzo Brasolin legge frammenti de “Gli espulsi dall’Eden” di Izabella Teresa Kostka, 29.06.2019 Milan” su YouTube

Al pianoforte Corrado Coccia:

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Frammento del libro “Gli espulsi dall’Eden” capitolo “Le ali di piombo”, 2016 CTL Editore

PROLOGO

– Ti va di ballare?
Ho deciso di voltare la testa.
La fanciulla aveva gli occhi verdi, penetranti e scintillanti di una strana luce, sembravano quasi fluorescenti visti da vicino, nel grigiore del fresco, nebbioso crepuscolo. Non riuscivo a capire né a spiegarmi la sua presenza, ma al suo fianco provavo una strana sensazione di tranquillità e di ritrovato equilibrio.
– Di ballare? – ho ripetuto automaticamente la sua ultima parola senza nascondere la crescente curiosità.
Sembrava una straniera, vestita nel modo tipico delle anime ribelli: gli alti stivali militari con le fibbie forti risaltavano gli arti assai esili e delicati, i pantaloni forati sulle ginocchia, troppo grandi per lei, scivolavano dai fianchi scoprendo la pelle dell’addome (quanto era chiara, sembrava quasi trasparente ed estremamente sottile, ho sentito la voglia di sfiorare con le dita quella timida striscia del suo corpo).
Pure la maglietta era particolare, in contrasto con le scarpe e con i pantaloni da “vecchio soldato”: era di un tessuto mai visto prima, sembrava fatta di ragnatela, leggera, rifletteva qualsiasi, pure debole raggio di luce, lasciava intravedere le sue forme, i seni… Non portava il reggiseno ma non aveva un look da puttana, anzi, avevo voglia di proteggerla da ogni maledetto male di questa Terra.
– La danza esprime l’essenza della vita, ci fa sentire potenti e immortali, svela tutto ciò che le labbra non osano pronunciare. Non vorresti sentirti libero da ogni rancore, semplicemente ballando spensierato?
La sua domanda mi pareva troppo filosofica per una ragazza così giovane, sembrava avere al massimo vent’anni, forse neanche.
La libertà, essere liberi…
Tempo fa credevo di cambiare il mondo con le mie mani, coi miei pennelli…
Tanto, tanto tempo fa, nell’altra vita.
Ma ora?
Come poteva invitare a ballare un tipo come me, un uomo di oltre cinquant’anni, appesantito, imbruttito nel tempo, dal cuore deluso e pieno di amarezza, uno sconosciuto sull’orlo della disperazione. Un uomo condannato da anni ad un personale calvario, ad un paio di “ali di piombo” che inchiodano le sue membra al suolo, senza più la speranza di volare (…)

Izabella Teresa Kostka
Frammento del libro “Gli espulsi dall’Eden” capitolo “Le ali di piombo” ,CTL 2016.
Diritti riservati

CIAO, PICCOLA! – una lettera

Ciao Piccola, come stai?
Mi ricordo di te come fosse stato ieri. 
Eri una bambina un po’ paffuta, immersa nel mondo della fantasia. Lo so, ti mancava qualcuno con cui giocare, visto che sei sempre stata figlia unica, protetta dall’Orco che poteva rapirti portandoti lontano, nella dimora della paura. Ma non ti sei mai arresa, anzi, hai vissuto in una dimensione  parallela, nella Terra del Bosco Incantato ove regnavano creature fiabesche. Ah ah ah, che ridere! Ti ricordi quel periodo in cui sognavi e desideravi diventare uno stallone nero? Ogni mattina ti svegliavi e, con il cuore inquieto e battente all’impazzata, controllavi i tuoi piccoli piedini. Non negarlo ora, eh lo so, sei cresciuta, ma all’epoca desideravi gli zoccoli al posto dei piedi, una lunga criniera nera al posto dei capelli  e il corpo di un cavallo. Sì, forse ora ti vergogni un po’, ma lo volevi davvero! 
Chiedevi a Dio di trasformarti per essere libera, coraggiosa, indipendente, indomita e, soprattutto, più veloce dell’Orco che, nascosto negli angoli bui della tua infanzia, cercava soltanto di farti del male.
Non si è mai realizzato quel folle, acerbo desiderio…
Oggi hai una chioma nera e ribelle  come quella di un mustang selvaggio. Sei diventata grande, una valchiria da un Paese Lontano, ancorata tra le colline dell’Immenso Mediterraneo.  La tua vita è piena di poesia, nata dalle sconfitte e dalle gioie vissute. Non piangi di giorno ma di notte, avvolta in un lenzuolo, temi quell’Orco, che non ha mai smesso di inseguirti. Sogni ancora di essere “irragiungibile” e di correre col vento che spettina la tua criniera. Piccola, “grande” Izunia…

Ti abbraccio e ti sono sempre vicina,
ci sentiamo domani. 

Izabella
(40 anni dopo)

Izabella Teresa Kostka
2016, tutti i diritti riservati

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Foto privata dell’autrice, copyright