IN MULIERIBUS (tra le donne)

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IN MULIERIBUS (tra le donne)

È giunta alla fine la solita partita
nel silenzio della sconfitta,
si annoda il velato pianto
tra le corde della stretta gola.

Brucia come un fiammifero
poggiato sulla carne viva
ogni offesa sputata in aria
schiantatasi sul viso di una donna.

Siamo radici sazie di feconda linfa
che nutre i cuccioli di questo pianeta,
umiliate tra i muri tinti di disprezzo
in nome dell’inerme, muta obbedienza.

Noi, figlie odierne
del profanato corpo di Eva,
difese dagli slogan mediatici
ma abusate dai vili compagni.

Troveremo un giorno la giustizia divina?

Izabella Teresa Kostka

2017, diritti riservati

Foto Pexel

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INTERVISTA A IZABELLA TERESA KOSTKA SU WHIPART MAGAZINE a cura di STEFANO FORNARO

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Ringrazio il giornalista Stefano Fornaro per avermi intervistata, con grande professionalità e dedizione, per Whipart Magazine. Abbiamo parlato del Salone Internazionale del libro a Torino, della Casa Editrice KIMERIK, del mio ultimo libro “KA_R_MASUTRA” e, ovviamente, del Realismo Terminale. Buona lettura agli interessati!

Seguire il link allegato:

http://lnx.whipart.it/magazine/isabella-teresa-kostka-essere-presenti-al-salone-del-libro-e-un-sogno-professionale.html

SEI POESIE INEDITE ISPIRATE AL REALISMO TERMINALE SUL SITO “LA PRESENZA DI ÈRATO”

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Sul sito “La presenza di Èrato” le mie sei poesie inedite aderenti al Realismo Terminale. Ringrazio il redattore Luciano Nota per la pubblicazione.

https://lapresenzadierato.com/2018/06/14/sei-poesie-inedite-di-izabella-teresa-kostka-ispirate-al-realismo-terminale/

Sei poesie inedite di Izabella Teresa Kostka  ispirate al Realismo Terminale

LA PRESENZA DI ÈRATO

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FEMMINILITÀ PERDUTA

Ho dimenticato di essere donna
ferma al semaforo rosso
sullo svincolo di questa vita,
sbandata come una macchina
tamponata in attesa del pagato pedaggio.

Ho messo ogni curva
nel rottamaio dell’usato:
seni, fianchi, candido ventre
allo stoccaggio dei pezzi di ricambio.

Femminilità,
quella scordata
come un bicchiere di vodka
svuotato troppo in fretta.

TURBINA

Nei labirinti mentali
scaviamo come ruspe,
spostando i grumi di dogmi
che pesano sul fertile suolo.

Ci impregnano di leggi
– solvente della resistenza
messa nello sgabuzzino
dei tempi migliori.

Siamo sostituibili rotori
nella spietata turbina
creata per alimentare
i Mai Sazi di questo Mondo.

Generatore della sofferenza.

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“LA LIBERTÀ PER AHMET ALTAN” SPAZIO CASA MERINI A MILANO

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Oggi pomeriggio durante l’evento “La libertà per Ahmat Altan” promosso dai Realisti Terminali, di cui faccio parte, e dalla Casa Spazio Alda Merini a Milano. Con Guido Oldani, Giuseppe Langella, Diana Battagia, Ave Comin e tanti artisti lombardi. Ringrazio Barbara Rabita e Antonio Laneve per le foto.

INTERVISTA A IZABELLA TERESA KOSTKA a cura di SABRINA SANTAMARIA

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Intervista a Izabella Teresa Kostka – autrice del libro “KA_R_MASUTRA “. A cura di Sabrina Santamaria.

S.S.: Cosa significa per te femminilità, qual è a tuo giudizio il miglior modo per esprimerla?

I.T.K.: Buongiorno Cara Sabrina, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista, è sempre un piacere per me. Il termine “femminilità” ha per me un significato molto complesso, sia fisico che spirituale. Ovviamente preferisco focalizzare la mia attenzione sul secondo per evitare la banale e superficiale commercializzazione delle “curve” donateci da Madre Natura. La vera, fine femminilità appartiene, secondo me, alla sfera del nostro sentire, della percezione della realtà che ci circonda e del nostro rapporto con il prossimo: l’empatia, la pazienza, la sensibilità e l’attitudine a donare il supporto agli altri, il coinvolgimento personale nelle sofferenze altrui e la voglia di portare il proprio aiuto, l’intelligenza sensoriale, l’intuito e, ultimamente molto trascurato, il fascino raffinato dell’eleganza assai lontano dai nostri tempi volgari. La femminilità è anche l’orgoglio e il coraggio di essere donna in qualsiasi situazione, pure nell’estrema difficoltà. Sicuramente non menzionerei, tra gli attributi di una vera femminilità, seni, sederi e bocche inutilmente rifatti. Purtroppo, negli ultimi tempi, la fisicità spesso “artificiale” ha soppresso le altre e più importanti doti femminili. Ciò mi dispiace molto perché, qui oserei un’espressione piuttosto forte, siamo viste soprattutto come “merce e divertimento maschile”.

S.S.: Per te femminilità ed espressione poetica coincidono perfettamente in una donna? Se sì, qual è l’apice in cui si incontrano?

I.T.K.: Non credo che la femminilità sia per forza legata alla poesia, ci sono anche tanti ottimi poeti uomini. Comunque esiste questa tendenza e preferenza di genere. Probabilmente la natura femminile, essendo sottoposta a numerosi turbamenti sentimentali e ormonali, cerca spesso uno sfogo. Noi donne siamo come spugne che assorbono i mali e i dolori di questo Mondo, soffriamo come la biblica Maddalena sotto la croce e ci piace esternare il nostro ego interiore attraverso la scrittura. Vogliamo essere ascoltate, ne abbiamo bisogno.

S.S.: Dalla lettura della tua Silloge poetica ho percepito che la poesia può affrontare qualsiasi tematica. Pensi davvero questo?

I.T.K.: Decisamente sì. Credo che la poesia debba finire con la finta e assai arcaica idealizzazione della realtà. Infatti, per me non esistono tabù, posso scrivere senza alcun imbarazzo testi che riguardano sia temi di impegno civile, come alcune piaghe della società moderna (prostituzione, ambiente, femminicidio, guerre, terrorismo, stupri, pedofilia, omofobia), sia argomenti più intimistici (morte, sesso, abbandono, tradimento, maternità, fede etc.). Attraverso la mia scrittura tendo ad essere una testimone del nostro secolo, non un relitto del passato.

S.S.: Quali consigli daresti ad un poeta che si accinge a scrivere le sue prime poesie?

I.T.K.: Essere coraggioso e sempre se stesso, non arrendersi alle prime sconfitte (quelle non mancheranno mai!), non cedere alle false lusinghe né spezzarsi sotto il peso delle critiche, ma essere sempre fedele al suo sentire. Serve tanta resistenza, tanto lavoro per crescere e maturare sempre (migliorare la stilistica e il linguaggio), bisogna leggere e confrontarsi con gli altri, essere aperti al Mondo e ai suoi mutamenti. Nel labirinto dei social network consiglio di non badare ai like e alla quantità di followers. Paradossalmente i più grandi consensi trovano gli scritti mediocri e facili da capire, quelli più di spessore devono affrontare un percorso più faticoso. Determinazione e passione non possono mancare.

S.S.: In quale occasione hai scoperto la tua passione per la poesia? Raccontami la tua esperienza

I.T.K.: Non è stata una scoperta ma un percorso naturale costruito in maniera spontanea. Sono cresciuta in una famiglia di artisti, sono maturata venerando l’arte in ogni sua forma e sfumatura, mi sono laureata con lode in pianoforte ma, dopo un incidente invalidante in palestra di circa 6 anni fa, ho dovuto cessare la mia attività pianistica. Non riuscivo ad immaginare la vita senza l’arte, non potevo farne a meno, allora ho deciso di dedicarmi alla Musa della letteratura, della poesia che, secondo me, potrebbe essere definita come “la musica delle parole”. Ho combattuto contro una pesante depressione e la scrittura mi ha permesso di vincere questa grande battaglia personale per la sopravvivenza.

S.S.: Chi è il vero sognatore? Egli è il poeta?

I.T.K.: Il sognatore è colui che non si arrende mai, comunque vada. Prosegue per la sua strada nonostante abbia spesso tutti contro, vive in una dimensione un po’ utopica che, lui stesso, vorrebbe rendere reale e vera. Il sognatore è un eterno guerriero, un profeta dell’Impossibile. Un sognatore è un animo ribelle che non si sottomette ma sfida la realtà e le regole.

S.S.: Qual è, a tuo giudizio, l’espressione più alta dell’amore? In quale misura l’artista ne può essere il portavoce?

I.T.K.: L’amore ha molteplici sfaccettature, per ciascuno di noi la sua espressione più alta può avere le forme diverse. Personalmente credo che la sua essenza principale si manifesti nell’empatia, nella misericordia, nel desiderio di donare e non soltanto di prendere, nell’accettazione delle diversità, dell’indipendenza e della libertà del prossimo. L’amore possessivo è una malattia, corrode e distrugge tutto. Questo vale sia per L’amore tra uomo e donna, sia per quello materno o paterno: l’amore, per durare, ha bisogno di spazio, non deve essere preteso ma ottenuto e donato volontariamente. L’arte, come libera espressione dell’intelletto e del sentire umano, può sicuramente mostrare nuovi orizzonti, la pura dimensione affettiva dell’amore.

S.S.: Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari? Stai lavorando ad un nuovo figlio letterario?

I.T.K.: I miei futuri progetti sono sicuramente legati al movimento del Realismo Terminale fondato dal poeta lombardo Guido Oldani. Una stilistica alla quale mi sono avvicinata nel 2016, trovandola estremamente stimolante, priva di inutili e artificiali fronzoli, diretta e rivoluzionaria. Voglio dedicarmi anche alle presentazioni del mio ultimo libro “KA_R_MASUTRA” (edito da Kimerik Edizioni) e alla prossima, audace sfida letteraria. Non vorrei svelare di più perché adoro sorprendere, sono molto poliedrica e non temo la sperimentazione.

S.S.: Qual è il ruolo del poeta nella società contemporanea secondo te?

I.T.K.: La società contemporanea lascia poco spazio alla poesia. Ogni suo adepto è un combattente, un guerriero, un Don Chisciotte moderno che sfida i mulini a vento. Per sopravvivere e lasciare qualche traccia del nostro passaggio dobbiamo avvicinarci alle problematiche dei nostri tempi, essere “testimoni” dell’epoca in cui viviamo. Dobbiamo essere visti come persone vere in “carne e ossa” che descrivono la verità e “non planano nell’idiliaco paese delle meraviglie”. La poesia non attira il lettore perché, nonostante la sua innegabile forza d’espressione, è vista come qualcosa di distaccato, estraneo ai nostri brutali tempi. Nulla di più sbagliato! Per sfatare questi miti serve la ricerca di un linguaggio nuovo e di una stilistica più aderente al XXI secolo.

S.S.: Con questa tua ultima raccolta hai avuto eliminare alcuni tabù sociali ed affrontare alcune tematiche che, in genere si pensa, non si addicano al genere poetico come ad esempio la sessualità?

I.T.K. Nel libro “KA_R_MASUTRA” ho deciso di sfidare il lettore, di creare polemiche creative e di osare l’impossibile. Non esistono tabù, siamo tutti peccatori espulsi dall’Eden e nessuno può giudicare il prossimo. La sessualità al confronto con la profonda spiritualità, l’estremo erotismo che sfida le sofferenze dell’umanità dovute al peccato primordiale, la femminilità ferita rinchiusa nel guscio dell’abbandono, la sessualità perversa che tenta di saziare l’eterna fame d’affetto e, infine, la sconfitta dell’essere umano condannato al Calvario dall’inizio dei tempi. Tutto questo ho descritto nei due capitoli usando un linguaggio ricco di immagini contemporanee, simboliche e allegoriche, una stilistica molto diretta basata sull’immediatezza comunicativa e, spesso, molto coraggiosa. Mi piace stuzzicare e provocare il lettore indirizzandolo verso una profonda riflessione esistenziale.

Intervista rilasciata da Izabella Teresa Kostka a Sabrina Santamaria,
Milano 13.06.2018.
Tutti i diritti riservati

Link al sito originale:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2018/06/13/intervista-a-izabella-teresa-kostka-autrice-del-libro-ka_r_masutra-a-cura-di-sabrina-santamaria/?preview=true

“KA_R_MASUTRA” DI IZABELLA TERESA KOSTKA: la silloge poetica del crocevia tra “desio” e spiritualità, a cura di SABRINA SANTAMARIA.

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“KA_R_MASUTRA” DI IZABELLA TERESA KOSTKA: la silloge poetica del crocevia tra “desio” e spiritualità, a cura di SABRINA SANTAMARIA.

Ka_R_MASUTRA è l’espressione più profonda della femminilità dell’autrice, è il sinodo tra carnalità e spiritualità di una donna come Izabella Teresa Kostka carica di passione, di amore per la letteratura, di una forte spinta all’infinito che la attrae alla bellezza dolce di un verso intriso di significato. Il poetare della Nostra esprime con fermezza il suo attaccamento alla vita, alla passione in tutte le sue forme, all’essere intrinseco femminile che si estrinseca nei desideri dell’umanità. La Nostra sa creare un crogiolo perfetto fra innovazione e tradizione, mostra una grande conoscenza di autori classici, ma allo stesso tempo mostra una grande capacità di “verseggiare” in un modo che appartiene soltanto a lei. Accostandomi a questa raccolta ho avuto l’insolita sensazione di leggere delle poesie molto dense di spiritualità, anzi nell’espressione della carnalità si esplica la forza d’animo accesa della nostra autrice. Al contrario di quello che si potrebbe pensare questa silloge poetica non narra semplicemente di un banale desiderio sessuale della donna oppure dell’intima unione tra maschio e femmina, non è questo il messaggio della nostra poetessa, il suo intento, invece, è quello di mostrare in itinerario completo che parte dal “desio”, ma che si conclude nella dolcezza dello spirito, la particolarità di KA_R_MASUTRA è la sua versatilità, si può passare dal desiderio alla spiritualità e dalla spiritualità al desiderio, sono delle facce della stessa medaglia, componenti indispensabili dell’umanità. Il Karma è una parola che proviene dal sanscrito indiano e indica l’idea della consequenzialità, della successione di causa-effetto, questo è molto indicativo in quanto “desio” e “anima” non completamente scissi, due realtà opposte, invece il messaggio della Nostra è quello di creare un crocevia, un ponte di collegamento fra esse come accade nella poesia “Lovers”: “ S’accoppiavano di notte,/ sul marciapiede,/ avvolti dai cartoni trovati per strada,/ ultimi testimoni del puro amore/ seviziato da tutti in cambio dell’oro” . Poetessa di ampio respiro che ha vinto numerosi premi e riconoscimenti letterari la Nostra ci dimostra di saper unire un’immensa varietà di tematiche, ella pone sopra ogni altro aspetto l’importanza dell’essere donna a prescindere da qualsiasi situazione ella si possa trovare come ad esempio in “Lolita” e in “Puttana” lancia quasi una denuncia sociale per sottolineare che nessuno decide di rivestire un determinato “ruolo sociale” senza l’approvazione del corpo sociale: “Mi chiamate puttana,/eppur varcate ogni confine dei sensi di colpa per palparmi la carne e le calde membra. (…) Ora mi date della puttana?/ Eppur sono io la vostra Padrona!”. Ancora vi è un significato nascosto la femmina è stata considerata da sempre l’istigatrice del male la quale portò l’uomo a peccare, a disobbedire a Dio e a conoscere il bene ed il male. La donna, quindi, è considerata la colpevole del peccato dell’umanità, colei che provocò la cacciata dall’Eden, ma anche in questa tematica la Nostra ci lancia un messaggio: “è davvero la donna colpevole di tutti i mali sulla terra?” Ecco Izabella Teresa Kostka ci sfata dei miti che da sempre si sono protratti nella società non solo orientale, ma anche occidentale; le colpe sono condivise, i mali della società sono il frutto degli errori fatti in comune da tutto il genere umano al di là dell’appartenenza di genere, infatti nel “Prologo: serpente” scrive: “Sssssss_striscerai Umano/ sulla secca Terra nei secoli dell’inferno,/ espulso dalla ricchezza dell’Eden/ sudando come i semplici mortali”. In questi versi è anche presente una personificazione in quanto il serpente è personificato nel genere umano, è come se la tentazione nella quale l’uomo cadde nell’Eden non sia imputabile al serpente, ma all’uomo stesso, avido di peccato. La Nostra ha il desiderio di affrontare qualsiasi tematica nei suoi versi, perché mediante il genere poetico ogni argomento può essere affrontato, il messaggio dell’autrice è comunicare al lettore l’eterogeneità dei temi della poesia che non si ferma solo ad un livello dell’Essere, ma percorre tutto il Sentire dell’Essere intrinsecamente parte inscindibile della propria natura.

Sabrina Santamaria

Per ” Verso- spazio letterario indipendente “:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2018/06/11/la-silloge-poetica-del-crocevia-tra-desio-e-spiritualita-ka_r_masutra-di-izabella-teresa-kostka-a-cura-di-sabrina-santamaria/?preview=true

PARTITA DI CALCIO

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PARTITA DI CALCIO (aderente al movimento del Realismo Terminale)

È una grande palla questa nostra Terra
tracciata dai binari ferroviari,
divisa in campi multicolore
ove le statuine giocano a pallone.

Avvolta dal fumo del bene e del male
ti strappi facilmente come un rotolo di carta,
sommersa, da anni, dalla differenziata
fai fatica a risorgere dal riciclaggio.

Azzurro pallone,
un po’ scucito,
assai amato da tutti i popoli,
ti sei messo in gioco coi dinosauri
per essere sconfitto dai piccoli mortali.

Spero
che venga per Te
il tempo supplementare.

Izabella Teresa Kostka

2018, diritti riservati

Per “INNO ALLA MADRE TERRA” dell’8 giugno 2018.

A PROPOSITO DEL PREMIO LETTERARIO CASINÒ DI SANREMO

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A proposito del 4° Premio Letterario CASINÒ DI SANREMO 2018, hanno scritto di noi.
È un onore e un piacere doppio per me visto che, con la raccolta inedita “Pillole” di 30 componimenti, ho fatto ufficialmente parte del movimento del Realismo Terminale fondato dal M° Guido Oldani. Una grande sfida anche per la Giuria perché la stilistica del RT è difficile da valutare al primo impatto. Son emozioni ♡