Il Magico Natale Poetico a Milano

Stasera durante ” Il Magico Poetico Natale” presso Cascina Linterno a Milano. Evento a cura del poeta Giuseppe Leccardi. Bellissima atmosfera di calore e condivisione artistica.
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Leggo in italiano e in polacco / Czytam po włosku i po polsku ” Pensando al Natale / Myśląc o Bożym Narodzeniu”:

https://youtu.be/ynxPNUj3O2k

E in italiano / I po włosku “Verso Betlemme”:

https://youtu.be/SaCHAIgfgxk

Niektóre zdjęcia / alcune foto:

ONE MOMENT IN TIME – DAL PAESE DELLE AQUILE BIANCHE di IZABELLA TERESA KOSTKA

ONE MOMENT IN TIME – DAL PAESE DELLE AQUILE BIANCHE di IZABELLA TERESA KOSTKA (scritto nel 2015)

“Credo che si debba un po’ morire

prima che rinasca la luce,
varcare i confini della resistenza
ingoiando fette di amarezza.

Soffrire,
e poi risorgere più forte di prima
trovando le orme dei vecchi nemici,
voltare la pagina del proprio vissuto
riempiendo di gloria la tabula rasa.

Svanire,
bisogna sempre un po’ morire…”

cit. “One moment in time”
Izabella Teresa Kostka “Incompiuto” 2015

Il mio racconto non è struggente né tragico, possiede piuttosto un volto di profonda intolleranza e vari pregiudizi nei confronti di persone provenienti da diverse parti del mondo. Un velo di nefasto razzismo.
Ma ad rem.
Sono nata nel Paese delle “Aquile Bianche”, la patria del tanto amato Santo Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła), terra di millenaria cultura e di storia sconvolta da guerre, spartizioni, ingiustizie politiche e vari tormenti sociali. Il mio cammino terrestre è iniziato in Polonia, in una splendida e grande città universitaria, ricca di cultura e monumenti.
Sono cresciuta in una famiglia in cui l’istruzione, l’arte, i valori morali e la religione sono stati sempre messi al centro dell’educazione. La mia visione del mondo si allargava serenamente nonostante la situazione politica, che negli anni 80′ del XX secolo ha trascinato la Polonia in una battaglia per la democrazia, per la libertà e per il cambiamento radicale del sistema politico. La battaglia, vinta, ha sconvolto e capovolto tutto il quadro geopolitico del nostro continente, iniziando dal movimento sindicale di Solidarność e trovando il suo apogeo nella caduta di muro di Berlino.
Ma torniamo a me, una giovane fanciulla circondata dall’amore profondo della mia amata madre Nina e della coraggiosa nonna Leokadia.
Sì, sono cresciuta maturando come un fresco germoglio con loro due, priva della figura paterna nella mia vita, ma nonostante questa mancanza non mi sono mai sentita diversa, peggiore o non amata. Anzi, essendo figlia unica raccoglievo tutto quell’immenso affetto che molti possono soltanto desiderare e sognare. Ero una ragazza felice, stimata, ho ottenuto un’ottima istruzione artistica, mi sono laureata con lode in pianoforte e diplomata ancora in flauto traverso, ho imparato quattro lingue e ho svolto una variegiata attività lavorativa (insegnante di pianoforte, interprete e traduttrice, presentatrice di eventi culturali e modella). La mia famiglia è stata toccata da varie tragedie personali, tra cui il morbo di Alzheimer che ha colpito mia nonna e una diagnosi tardiva con un intervento fallito, che hanno confinato a vita il fratello di mia madre, l’amato zio Giorgio (talentuoso artista pittore) su una sedia a rotelle a causa di una paralisi permanente del bacino e delle gambe.
È stata una prova pesante: atroci sofferenze che hanno portato due persone a me care verso un triste traguardo del loro sentiero, tanto che i loro stanchi cuori hanno cessato di battere quasi insieme, nel 1996 e nel 1998.
Nonostante questi tragici eventi non mi sono data per vinta né costretta alla ricerca del mondo migliore oltre i confini della mia Patria, ma sappiamo che il karma spesso riserva per noi infinite sorprese.
Nell’estate del 2000, durante le vacanze sulla Riviera Romagnola, sul mio cammino è apparso un uomo che ha cambiato improvvisamente la mia vita ed io, quasi incredula, dopo un anno di conoscenza ho deciso di seguirlo trasferendomi in Italia. E’stata per me una decisione molto difficile, lasciare la mia amatissima madre e un ottimo lavoro fisso per creare (forse) una famiglia.
Comunque, incrociando le dita, ho traslocato a Milano alla fine di luglio 2001, piena di buona volontà, entusiasmo e speranza. Parlavo fluentemente la lingua italiana, avevo grande fiducia nelle mie possibilità e capacità, ed ho ottenuto anche dall’ambasciata il riconoscimento dei titoli universitari. In poche parole ero perfettamente in regola sotto ogni aspetto sociale, legale e professionale.
Eppure la mia vita e tutte le speranze sono crollate come le Torri Gemelle squarciate dal fuoco l’11 settembre 2001. Ricordo ancora il terrore, le lacrime e il suono della parola “g u e r r a”, che rimbombava nel mio cuore appena arrivata in Italia, lontano dalla famiglia. Da quel momento la mia vita è rimasta sconvolta e mi sono trovata in una situazione estremamente difficile. L’immigrazione ha iniziato a crescere e, con quella, una nuova forma di razzismo. Sì, non sto esagerando nell’usare termine. Non avrei mai creduto che, essendo in Europa, in un Paese democratico come l’Italia, avrei potuto risentire sulla mia pelle il peso degli ingiusti pregiudizi razziali, della maleducazione e, purtroppo, del puro razzismo. Per la maggioranza degli italiani ero “quella dell’Est”, sicuramente una povera, e disperata ignorante in cerca dell’Eldorado. Sono rimasta sbalordita; sbattendo ovunque la testa contro il muro, venendo umiliata negli uffici pubblici, i quali mettevano in discussione pure i miei documenti riconosciuti dagli enti competenti in materia. “Documenti? Laurea? Sicuramente sono falsi” – era quello che mi sputavano in faccia ridendo da maleducati e dandomi del “tu” come se fossi una bambina capricciosa e non una donna estremamente educata ed istruita. Di colpo sono caduta in una profonda depressione sentendomi un rifiuto, quella dell’Est ( che cavolo voleva dire? La Polonia si trova al centro dell’Europa ed è stata da sempre strettamente legata ai Paesi occidentali, a parte un infelice periodo sotto il regime comunista), trattata come una ignorante e spesso additata come: ” Tu, quella dell’Est, una di quelle lì…”Ogni volta l’atteggiamento nei miei confronti cambiava subito dopo aver conosciuto le mie origini. Incredibile!
Non volevo credere a tutto questo, eppure accadeva, morivo giorno dopo giorno, scontrandomi con l’ostilità della gente, l’intolleranza, l’antipatia e i pregiudizi raziali, sentimenti e sensazioni mai viste né provate prima. Eppure parlavo benissimo la lingua italiana, professavo la stessa religione, avevo la pelle chiara, possedevo grandi capacità professionali ed apertura mentale nei confronti di ogni essere umano, indipendentemente dalla sua religione e colore della pelle. Tutta questa situazione ha provocato in me uno stato di profonda depressione, pensieri suicidi, perdita di coraggio, di fiducia nel prossimo e anche in me stessa. Da donna giovane e piena di risorse sono diventata soltanto “quella dell’Est” (com’ero spesso chiamata pure da conoscenti e pseudo amici italiani), ignorata durante i colloqui di lavoro e spesso anche liquidata velocemente negli uffici.
Sicuramente tanti di voi pensano che tutto questo non sia vero, che io abbia inventato tutto, ed invece…tutto ciò è successo realmente, e ne porto ancora i segni sulla pelle e nel profondo del cuore. È volto di un razzismo che non dovrebbe più esistere, in nessun luogo della terra.
Oggi, dopo 15 anni dal trasferimento in Italia, il mio carattere è cambiato tantissimo. Ho imparato a lottare con le unghie per il rispetto e pretendere il giusto atteggiamento nei miei confronti, sono diventata molto riservata, più introversa come un cucciolo ferito. Ho ritrovato la gioia nella poesia, aprendo l’anima colma di dolore e dispiaceri, dipingendo la mia storia e quella del mondo moderno con versi drammatici, pieni di urla e d’accuse, di speranza e di liberazione, una vera catarsi dell’anima. Scrivo per risorgere ancora, scrivo per sentirmi viva, perché IO ESISTO.

Eppure, nonostante le ferite, amo quel Bel Paese, profumato di rosmarino, pieno di bellezza e cultura, popolato di gente sorridente, fantasiosa ed innamorata delle proprie radici.
Ho soltanto un sogno…
Vorrei che ogni uomo sulla terra fosse guardato e giudicato per quello che rappresenta veramente, non secondo il colore della pelle, la religione oppure la nazionalità.
Ma questo purtroppo è ancora un’utopia.

Grazie per avermi letta.

Izabella Teresa Kostka
Milano

(Racconto pubblicato sul libro “Invisibili. Voglio urlarlo al mondo” a cura della giornalista Daniela Straccamore, 2016)

VERSEGGIANDO A TEATRO: 23 FEBBRAIO 2019

SCADENZA spedizione elaborati: 1 febbraio 2019. TRA GLI OSPITI SPECIALI: CORO A.N.A. “LA CESËTA”, ATTRICE DOMITILLA COLOMBO E PIANISTA CANTAUTORE CORRADO COCCIA .
Tutto questo e ancora di più in un accogliente TEATRO CENTRO POLIVALENTE COMUNALE DI SANDIGLIANO.

Organizzazione: Izabella Teresa Kostka in collaborazione con l’associazione Amici del Cinema e il poeta Umberto Barbera. Vi aspettiamo 😙😉🤗

Evento Facebook:

https://m.facebook.com/events/1763571460437429

Per partecipare consultare il bando all’interno dell’evento.

VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI SBARCA A POZNAŃ IN POLONIA

VERSEGGIANDO / POETUJĄC POD GWIAZDAMI SBARCA A POZNAŃ (POLONIA):

In questa splendida città universitaria piena di storia: città di Poznań (Polonia) sbarcherà la prima edizione estera del programma VERSEGGIANDO SOTTO GLI ASTRI / POETUJĄC POD GWIAZDAMI già il 28 dicembre alle ore 20.00. A pochi passi da questo magico centro storico! Galleria KAMEA, via Wroniecka 22. Emozioni!! Tra gli Ospiti Artisti Protagonisti Izabella Tarasiuk-Andrzejewska Jakub Królikowski, poeti Zbigniew Roth, Alicja Kuberska e tanti altri . Ovviamente anche la mia persona come voce recitante italo – polacca, ideatrice e coordinatrice programma (nato a Milano nel 2015). 😍 SARÀ MAGIA! Buona visione 💞

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