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Mi fa molta tenerezza leggere le parole in forma di poesia di Izabella. Sono infuse di quella vena romantica e passionale che a mio modo di vedere risalta come tipica di certa letteratura slava. E in essa rifulge un senso di tormento che è ricordo, abbandono, sincera pietà per le cose degli uomini. La poesia di Izabella è di lirica affettuosa, calda, dai tratti sì soavi, ma ben conficcati nell’humus di quella terra, la terra degli uomini e delle loro pene, che lei bene conosce e bene sa interpretare. È anche una poesia di luci e pastelli naturali che fa grazia di un grande amore per la vita. C’è saggezza in Izabella. E anche bellezza. È una saggezza pacata, visionaria, che scava nei ricordi per trarne alla luce quei pochi tesori che nessuno potrà mai rubarci. È la madre, la terra, la bimba, che Izabella canta. E lo fa con commozione sincera, senza infingimenti di sorta. E questo commuove anche me. Brava.

Luigi Balocchi, 2017

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Ringrazio di cuore il poeta e artista Luigi Balocchi per questa toccante lettera.

Izabella 

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