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Impressioni sulle poesie di Izabella Teresa Kostka raccolte in: 

SI DISSOLVONO LE ORME SU QUALSIASI TERRA
Le composizioni poetiche, nate dall’anima sensibile della poetessa, non vanno lette velocemente, poiché offrono spunti di meditazione che toccano nel profondo. Leggendo la prefazione di Mariateresa Bocca, mi chiedo quali altre parole potrei aggiungere, su quanto ella ha egregiamente sviscerato, ma ci provo.

In STARÒ ALLA TERRA COME LA NEVE, l’autrice parla di sé, e della speranza che vorrebbe diffondere all’umanità. 

Con SANGUE DI EVA si rivolge alle donne che hanno subito violenza, e si evince la sua sofferenza, che esalta nella chiusa: “Non c’è più pace su questa Terra impregnata di dolore e di sangue di Eva.”

L’autrice si rivolge a MARIA, che fu straziata dal dolore per la crocifissione del Figlio, con queste parole: “Benedetta tu sia nel materno dolore!”  E, quasi il seguito della precedente, nei versi Il CUORE, conclude: “Il cuore agonizza al buio, distante da ogni chiasso, avvolto nella sindone dell’orfano lenzuolo”. 

SULLE SPONDE DEL MARE, mi ha particolarmente colpito: “si incontra Amore che porta per mano Affetto.” 

E chiede RACCONTAMI di te, e “la vita racconterà di noi al tempo del vespero, mentre svaniremo come fiocchi di neve gennaiola.”

OGGI, che Izabella ha dedicato alla sua amatissima madre, tra gli altri versi, mi hanno toccato questi: “due donne provate dallo stesso destino, due guerriere sopravvissute all’assenza del padre”.

MANTRA: “e fiorisco, ora, sulla terra straniera, tra i versi sparsi e sempre diversi (…) TI venero, Speranza!”.

QUANDO MORIRAI…”moriranno gli occhi miei, come una rondine caduta a terra”. 

MI ABITUERÒ AD AVERTI ACCANTO chiude con “Svaniranno le aurore coperte da una sindone di oblio”. 

SVANIRÒ: “svanirò nel candore della fresca brina…”

L’ULTIMA SBORNIA: “T’insegnerò la vita, agonizzando silente dall’ultima sbornia.” 

SAPESSIMO SOLTANTO: “ove porta quell’inquieto tragitto chiamato Vita.”

MEMENTO: “sepolcri guardiani dell’eterna mancanza.”

Non ho inteso tracciare un elenco di titoli e versi estrapolati dalle liriche dell’autrice, senza che avessero un senso logico.  Questo mi ha aiutato a penetrare nel profondo l’intensa umanità della Kostka, laddove una profonda malinconia conduce il suo pensiero alla morte, a quel destino cui tutti, prima o poi, tendiamo. Ma, intanto, viviamo, e nella nostra esistenza, tocchiamo con mano il dolore. Izabella lo descrive in molteplici modi: la violenza perpetrata sulle donne ma anche per causa delle guerre, degli abbandoni che lacerano il cuore.

Ne ho assaporato lo struggimento che avvolge l’anima dell’artista, l’ho fatto mio, e ancor più ne sono ammirata, poiché non è facile, con scarni versi, descrivere un mondo interiore. 

Le liriche dell’autrice non seguono i canoni classici della poetica: metrica o rime, credo vadano affiancate ai poemi prosastici di Baudelaire, che contengono musicalità e forza dirompente. Mi piacerebbe definirle “urla soffocate” che echeggiano nel grembo della Speranza. 

Danila Oppio

Ringrazio di cuore la poetessa Danila Oppio per avermi dedicato l’attenzione e il suo prezioso tempo inserendomi anche tra gli autori presentati sul Suo blog “Versi in volo “: 

https://versiinvolo.blogspot.it/2017/06/angoli-16-giugno-2017-si-dissolvono-le_28.html?m=1

Izabella Teresa Kostka