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INTRODUZIONE 
Il dolore viene spesso nascosto, taciuto e sepolto nel limbo della nostra più oscura coscienza. Evitiamo di parlare delle sconfitte, dei rimpianti e dei fallimenti mascherando ogni lato buio della realtà con un finto sorriso. Ma il male rimane, vive negli angoli dimenticati del nostro ego interiore, ci logora come un tarlo, punge e disturba come una scheggia  conficcata sotto un’unghia spezzata.  

Questa breve raccolta, assai ermetica e per niente sdolcinata, racconta senza fronzoli il malessere di numerose donne che seguono il richiamo dell’affetto (Par amor) per cadere nella trappola del tossico amore (Orco) e, per liberarsi e ritrovare  se stesse, tentano in seguito di proseguire le varie strade della risurrezione (Fenice). Crudele? Forse, ma la vita di oggi non è  fatta di gabbiani né di farfalle al sorgere dell’aurora. Essa è senza perdono e non accarezza, ci costringe a combattere e a cercare il senso dell’esistenza  dentro di noi, lontano dalla dipendenza dagli altri. La felicità va cercata  nel nostro essere interiore, libero da ogni giudizio e da ogni dolore, distante da qualsiasi fisica presenza, dobbiamo imparare ad amare noi stesse per non sentirci emarginate. Soltanto chi ritrova la pace dentro di sé potrà  raggiungere la felicità.

Dedicata a tutte le donne – schiave dell’ amore malato.

Buona lettura. 
Izabella Teresa Kostka 

Tratto dal libro “Le schegge” dedicato alle vittime dell’amore malato con la prefazione a cura del critico letterario Lorenzo Spurio. Irda Edizioni 2017 Diritti riservati 

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