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​ALLA  FANCIULLA  DI  CRACOVIA

LA SCARPETTA ROSSA (il ghetto di Cracovia)

Amavi quella città in cenere ridotta,
le strade d’infanzia nell’oblio del male,
tra le macerie di case, le scavate finestre,
spalancavi gli occhi cercando la madre.

Bruciava al rogo l’innocenza negata
divisa da un muro dal resto del mondo,
tra i corpi esodati dalle vecchie dimore
una stella di Davide faceva da guida.

Correvi ingenua seguendo il lamento
del fiume dell’anime condotte all’inferno,
vestita a festa con le scarpe rosse
portavi fragranza e purezza d’un fiore.

Eppure ti sei fermata,
all’improvviso come un petalo strappata
tra il fuoco e le bombe nel sangue crollata,
umiliata nel germoglio di vita calpestata,
dagli abbai dei cani e spari spaventata.

Sei volata in cielo, inerme fanciulla,
nell’ultimo viaggio nuda e scalza,
nella polvere nera dal terrore rimasta
è sbocciato all’alba un papavero rosso.

L’unico ricordo del tuo passaggio.

Izabella Teresa Kostka
Tratto dalla raccolta monografica “Caleidoscopio- poesie sparse e sillogi 2013/2015” Antologica Atelier Edizioni 2015

Diritti riservati
Il volume intero è stato premiato con il Premio della Critica Antologica Atelier 2015

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