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Le città dormono sospese tra cielo e mare,
turbate dall’eterno mormorio dei semplici mortali,
hanno gli occhi scavati nei volti di cemento,
le radici nei giorni che non ci sono più.

Scruto le sagome del vissuto
vagando tra i vicoli ciechi.

Izabella Teresa Kostka
2016, estemporanea

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