FOLLIA 

​FOLLIA

Piccoli inferni, che ti mordono dentro,
divorano i polmoni,
strappano la carne,
spettrali sorrisi dei sensi di colpa,
indigeste sconfitte,
scarnate ferite.

Silenzi,
ubriachi sussurri dei vecchi rancori,
smembrate salme degli stupidi amori.
Tu,
un frutto dannato di questo presente,
un unico delirio del mio piacere.

Lascia, che io veneri il tuo odore
mentre m’assaggi,
ti sazi
e godi.

Izabella Teresa Kostka
tratto dal libro “Peccati”
Antologica Atelier Edizioni 2015 diritti riservati

Foto dal web 

IL CARNEVALE  tratto dagli schizzi poetici “Incompiuto” 2015 

​( il carnevale )

Come coriandoli i tuoi riccioli sopra di me
addobbano i miei prati,
indomati riflessi della passione
sospesi per un attimo nel nostro altrove.
Profumano di patchouli e di assenzio.

Non fuggire all’arrivo del vento,
siamo in carnevale.
Ballerini ribelli al ritmo del samba
denudati per caso di ogni pensiero,
a spasso col nostro affanno.

Come due torce i tuoi occhi accanto a me,
accendono il rogo del lungo piacere.

Izabella Teresa Kostka
tratto dagli schizzi poetici “Incompiuto” Antologica Atelier Edizioni 2015, diritti riservati
Foto copyright@izabellateresakostka  

LA SPERANZA tratto dagli schizzi poetici “Incompiuto” 2015 

​( la speranza )

Luce sia con te,
purché io possa
seguirti
come un faro guardiano
accecata dal tuo splendore;
viverti
come se fossi un abbraccio paterno,
un porto sicuro tra gli scogli sporgenti.

Non svanire all’arrivo della pioggia,
tra le nubi del nostro domani
fiorirai di mille germogli,
fragrante speranza nell’avvenire,
una scintilla nell’oscurità.

Possa tu accogliermi per sempre.

Izabella Teresa Kostka
tratto dagli schizzi poetici “Incompiuto” Antologica Atelier Edizioni 2015, diritti riservati

Foto dal web 

“LE NOTTI D’AGOSTO” E “SETTEMBRE” tratto dall’antologia “16° Incontro di Autori e Amici di Marzia Carocci” 

LE NOTTI D’AGOSTO

Sono un mare profondo nelle notti d’agosto, 
un abisso aperto di malinconia, 
vagabonda sperduta tra i castelli di sabbia
in cerca costante di spensieratezza. 

Un ritratto di donna
fuori dal mondo
(dimentico gli orologi).

Misuro gli attimi con granelli di sabbia 
(fuggenti ricordi del primo amore),
respiro al ritmo delle maree
accettando il tocco dell’appassire.

Passano le stagioni.

Rimangono i volti sfregiati dal vento,
scolpiti dal pianto e dalla salsedine, 
le piume spezzate dei cormorani
tra le tracce sbiadite del mio passaggio.

Viaggio sulle onde distese nelle notti d’agosto,
un ciottolo di ghiaia alla fine dei tempi. 

SETTEMBRE

Si è spenta la luce
tra gli specchi degli occhi
sfocata dall’autunno dell’imbrunire,
seccate le corolle delle ginestre,
vanitose, riflesse nel blu del cielo.

Se n’è andata la mia estate,
volata via con le cicogne, 
è rimasto il profumo delle zagare
tra l’antiche colline e del corpo distese.

Volgo lo sguardo verso le stelle,
le guardiane eterne delle stagioni,
ingiallita da un soffio di malinconia,
vagante tra i ricordi e le fronde d’amore.

Verrà ancora la primavera? 

Appassiti i miei rami arsi al sole,
ballano le querce sfiorate dal vento,
si rispecchiano le nubi nelle pupille
abbracciando le lacrime tra l’ombrose ciglia.

Sprofondo cullata dal mio passato
rinchiuso nei gusci delle castagne, 
truccata dal sole nascosto tra gli alberi, 
gli ultimi compagni della vecchiaia.

Izabella Teresa Kostka
tratto dall’antologia “16° Incontro di Autori e Amici di Marzia Carocci ” 2016
TraccePerLaMeta Edizioni
Diritti riservati

MENDICANTI  tratto dall’antologia “EMERGENZA TERREMOTO CENTRO ITALIA” TraccePerLaMeta Edizioni  

​MENDICANTI

Dove correte,
Pellegrini su questa Terra,
angeli cacciati dal Paradiso?

Come burattini sui fili del Creato 
ascoltate  il richiamo del vile danaro,
abbagliati, stregati dal falso potere
pronti a morire per lingotti d’oro.

Miserabili uomini affamati di gloria,
estranei ai principi della misericordia. 

Eppur di notte, circondati dal cemento, 
liberate al buio le nascoste paure,
inseguite l’essenza di questo cammino
verso la luce dell’immenso Ignoto.

Aggrappati invano ai gelidi cuscini
in attesa perenne  d’un semplice abbraccio,
sfogliate gli scatti dei ricordi d’infanzia
rimpiangendo le sagome dei volti preziosi.  

Spogli d’apparenze appassite nel tempo
come alberi secchi sradicati dal suolo,
svegliati dall’ultimo sorgere del giorno
tramontate, 
mendicando soltanto l’a m o r e.

L’unica ricchezza di eterno valore.

Izabella Teresa Kostka 

AA.VV “Emergenza Terremoto Centro Italia” TraccePerLaMetaEdizioni 2016 diritti riservati 

L’INCONTRO DELL’ASSOCIAZIONE ARTISTICA CULTURALE AUTORI E AMICI DI MARZIA CAROCCI, FIRENZE 27.11.2016.

Veramente le grandissime emozioni e tantissimi magnifici amici artisti incontrati a Firenze durante il raduno “Autori e Amici di Marzia Carocci ” presso il Circolo Ricreativo Vie Nuove. Due splendide antologie di cui faccio parte nelle sezioni poesia e fotografia. Ringrazio  Marzia Carocci, TraccePerLaMeta Edizioni e tutto lo Staff  per l’accoglienza. Ecco alcuni scatti ripresi durante la  serata,  proprio per rivivere “le emozioni per sempre”: 

Foto Izabella Teresa Kostka  e Laura Dalzini 

PADRINO (contro la pedofilia) 

​PADRINO (contro la pedofilia)

Avrei voluto ridere ancora, 
dal seme della vita sbocciare felice,
conoscere l’incanto del primo approccio
distesa al fianco di un semplice ragazzo.

Tu eri il tarlo del mio presente,
un pilastro oscuro di vuota infanzia,
un urlo taciuto nei singhiozzi del corpo,
la marcia carezza d’umiliazione.

Dolore, 
l’odore, 
il sapore del whisky,
le gocce di sangue dell’innocenza, 
i lividi nascosti sotto le vesti,
un grido del grembo, 
la lussuria mai sazia.

Io ero soltanto una bambina,
la bambola di gomma del tuo piacere,
la macchia rossastra sul lenzuolo,
un bicchiere di troppo del solito liquore.

Sono morta all’alba, 
nell’abbandono,
coi lunghi capelli coprendo vergogna.

Izabella Teresa Kostka 

tratto dal libro “Gli espulsi dall’Eden”
silloge “Urbi et Orbi”
CTL Editore 2016
Diritti riservati

NE ME QUITTE PAS 

​NE ME QUITTE PAS (non abbandonarmi)

– Ne me quitte pas –

quando i miei seni sfioriranno,
travolti dall’inverno del lungo cammino, 
perdendo il candore dei petali di neve
umiliati dai segni del cupo svanire.

– Ne me quitte pas –

quando sul grembo non troverai più la culla, 
accolto dall’arido, vuoto deserto,
sarò un calice privo di vino, 
un ramo spezzato nel tempo seccato.

– Ne me quitte pas –

mentre viaggerò verso la luce
leggiadra nei passi come bambina,
libera da ogni terrestre dolore
vestita soltanto del tuo ricordo. 

– Ne me quitte pas, 
embrasse moi seulement –

Izabella Teresa Kostka
“Sulla battigia della vita”
2015/16 diritti riservati