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Per leggere l’intervista  su Milano Metropolitan seguire il link: 

http://www.milanometropolitan.it/i-m-passion/30-mime-passion/736-izabella-e-la-poesia.html 

1. Alka Badea: Le poesie che hai selezionato in che modo ti rappresentano? Hanno un significato preciso per te? 

I.T.K.: Innanzitutto grazie per avermi invitata.

La mia scrittura è sempre stata una “catarsi dell’anima”, non è mai sdolcinata, anzi, nei miei versi vorrei donare la voce ai muti e toccare le piaghe della società contemporanea: il femminicidio, la disuguaglianza, l’immigrazione, la prostituzione e l’omofobia, tutti tabù negati e spesso oscurati. Non scrivo d’amore oppure lo faccio piuttosto raramente: la mia “arte” è piena delle lacrime e del dolore dell’umanità, poiché tratta le tematiche sociali molto spinose e vari argomenti tristi della nostra esistenza, costellati di grande sofferenza. Nella prefazione di una delle mie sillogi a cura di Lucia Lanza, le mie liriche sono state descritte come “l’urlo e la preghiera ” e credo che sia la descrizione più indovinata che abbiano mai ricevuto. Vorrei far riflettere e scuotere la coscienza di chi legge i miei pensieri.

2. A.B.: Quando hai abbracciato la poesia?

I.T.K.: È stato un lungo e burrascoso percorso. Le prime “prove letterarie” sfiorano l’età molto acerba della scuola elementare, periodo nel quale ho scritto alcuni racconti nella mia lingua madre, il polacco, con la quale esprimevo soprattutto i turbamenti dell’adolescenza con i primi amori segreti. Poi con il passare del tempo la scrittura è finita nel cassetto, lontano da sguardi estranei, per un lungo periodo mi sono dedicata soprattutto al lavoro e alle varie attività legate al campo della musica, mentre la poesia riposava in un lungo letargo attendendo tempi migliori. Tre anni fa ho avuto un incidente alla mano sinistra, cosa che per una pianista significa la condanna alla “disabilità” permanente; questo sconvolgente avvenimento ha scatenato in me una vera tempesta d’emozioni, di rabbia e disperazione, ma mi ha spinto a tornare alla scrittura, stavolta in italiano per me lingua “adottiva” ed estremamente cara al mio cuore provato.

3. A.B.: Nei tuoi versi vi è qualche impronta delle tue origini?

I.T.K.: Mi sento soprattutto una cittadina europea, non credo di scrivere diversamente dagli italiani, dai francesci oppure dagli inglesi. L’arte non conosce differenze di origine né di fede e nemmeno di colore della pelle. Quello che conta è la passione e la voglia di esprimere liberamente la propria visione artistica per poter trasmettere le emozioni al lettore. Però se dovessi per forza indicare  un’impronta delle origini nel mio poetare sceglierei “la malinconia, la riflessione e l’introspezione”, caratteristiche dei popoli del Nord. 

4. A.B.: Hai qualche evento in programma questa primavera?

I.T.K.: Svolgo un’attività culturale piuttosto ricca partecipando a numerosi reading di poesie e, soprattutto, organizzando e conducendo un ciclo di incontri letterari dal titolo “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, patrocinato dal Centro di Ricerca e Formazione Scientifica CERIFOS di Milano. In questo periodo sono anche in corso le selezioni per la 5° edizione del programma dedicata alla “Nave di Ulisse”. Oltre alla poesia mi occupo anche di giornalismo online, conducendo su WordPress una rubrica culturale dal titolo “I dieci passi con…”, interviste con i personaggi del mondo dello spettacolo. Non mi fermo mai! La staticità mi ucciderebbe.

5. A.B.: Hai una Fanpage dove è possibile leggerti?

I.T.K.: Pubblico su vari blog letterari e giornalistici, comunque consiglio sempre di seguirmi su:

https://izabellateresakostkapoesie.wordpress.com/

oppure

https://www.facebook.com/izabellateresakostkapoesie/

6. A.B.: La tematica che ti sta maggiormente a cuore?

I.T.K.: Ho gia risposto parzialmente a questa domanda: quella sociale, senza inutili fronzoli e mai sdolcinata. La tematica senza tabù, quella che tocca ogni sfaccettatura dell’umana esistenza spesso crudele e piena di varie ingiustizie. Nella mia scrittura parlo spesso anche del nostro svanire, della vecchiaia. L’amore? Lo descrivo piuttosto in black, molto passionale ma segnato da grande malinconia.

7. A.B.: Nella genesi di una poesia prevale l’istinto o la premeditazione?

I.T.K.: La scrittura è un impulso, un fulmine che percorre l’intelletto ed il corpo e stimola alla scrittura. Sono istintiva e scrivo di getto, spesso ispirata a qualche fuggente sensazione come un’immagine, una parola oppure un brivido sulla pelle. Il mio poetare non è mai programmato né premeditato ma nasce spontaneamente da una carezza della Musa.

8. A.B.: Sogni nel cassetto?

I.T.K.: Sto rispolverando tutti i miei vecchi sogni nel cassetto rendendoli reali, ahah. Scherzi a parte, vorrei continuare ad emozionare i lettori con i miei versi e non perdere mai l’ispirazione. Tengo tantissimo anche al ciclo “Verseggiando sotto gli astri di Milano ” e alla rubrica “I dieci passi con “, desidero far crescere questi progetti per creare due punti di riferimento e di condivisione culturale per gli artisti e gli scrittori dei nostri difficili tempi. Spero di farcela! Memento audere semper.

L’intervista rilasciata per Milano Metropolitan MIME a cura di Alka Badea.

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