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SCORRONO LE ACQUE

Scorrono innocenti, assopiti ruscelli
dissolvendo negli anni le tracce di sangue,
tra i torbidi abissi sconvolti dai gridi
riposano le memorie e salme degli spiriti.

(Seguo le onde sommersa nel tempo,
viaggiando tra le nubi del Male che fu.)

All’improvviso,
le tiepide acque si vestono di rosso,
dagli spari squarciate, dalle bombe smembrate,
in un calice vermiglio trasformano le sorgenti,
testimoni eterni della morte e stenti.

Annegano i popoli tra i vortici rossastri,
dai figli dei demoni all’inferno condotti,
gli ultimi sguardi rivolgono al cielo
invocando gli Dei nascosti tra gli astri.

(Osservo quel fiume colmo di pianto,
un ricordo amaro di guerra che fu.)

Scorrono le acque, tristi, silenti,
bagnando i marmi dei freddi sepolcri,
nella quiete del vespero risuonano preghiere
per le anime vaganti nel vuoto, lassù.

(Eppure,
i fiumi ancora si tingono di sangue,
destando le ombre dei vecchi spettri.)

Izabella Teresa Kostka
2014, inedita, tutti i diritti riservati

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