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Ciao Piccola, come stai?
Mi ricordo di te come fosse stato ieri. 
Eri una bambina un po’ paffuta, immersa nel mondo della fantasia. Lo so, ti mancava qualcuno con cui giocare, visto che sei sempre stata figlia unica, protetta dall’Orco che poteva rapirti portandoti lontano, nella dimora della paura. Ma non ti sei mai arresa, anzi, hai vissuto in una dimensione  parallela, nella Terra del Bosco Incantato ove regnavano creature fiabesche. Ah ah ah, che ridere! Ti ricordi quel periodo in cui sognavi e desideravi diventare uno stallone nero? Ogni mattina ti svegliavi e, con il cuore inquieto e battente all’impazzata, controllavi i tuoi piccoli piedini. Non negarlo ora, eh lo so, sei cresciuta, ma all’epoca desideravi gli zoccoli al posto dei piedi, una lunga criniera nera al posto dei capelli  e il corpo di un cavallo. Sì, forse ora ti vergogni un po’, ma lo volevi davvero! 
Chiedevi a Dio di trasformarti per essere libera, coraggiosa, indipendente, indomita e, soprattutto, più veloce dell’Orco che, nascosto negli angoli bui della tua infanzia, cercava soltanto di farti del male.
Non si è mai realizzato quel folle, acerbo desiderio…
Oggi hai una chioma nera e ribelle  come quella di un mustang selvaggio. Sei diventata grande, una valchiria da un Paese Lontano, ancorata tra le colline dell’Immenso Mediterraneo.  La tua vita è piena di poesia, nata dalle sconfitte e dalle gioie vissute. Non piangi di giorno ma di notte, avvolta in un lenzuolo, temi quell’Orco, che non ha mai smesso di inseguirti. Sogni ancora di essere “irragiungibile” e di correre col vento che spettina la tua criniera. Piccola, “grande” Izunia…

Ti abbraccio e ti sono sempre vicina,
ci sentiamo domani. 

Izabella
(40 anni dopo)

Izabella Teresa Kostka
2016, tutti i diritti riservati

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Foto privata dell’autrice, copyright

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