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ABORTO

Non ero previsto nei ricchi programmi,
neanche segnato nell’agenda,
un frutto sbagliato di una sbornia,
nel morbido ventre la scomoda scoria.

Un germe,
un verme nella coscienza,
sgradito residuo d’un breve piacere,
struggente respiro del vivo sangue,
un corpo nemico del tuo ego.

Mamma,
portavo il nome dell’avvenire,
risucchiato in fretta precoce svanire.

Izabella Teresa Kostka
Tratto dalla raccolta “Peccati”
2015, Antologica Atelier
Diritti riservati

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