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È appena uscito il mio nuovo libro intitolato “Gli espulsi dall’Eden” (CTL Editore), dedicato alla memoria di Jerzy Kostka (Giorgio Kostka), il mio amato zio, un talentuoso artista pittore paralizzato e dopo una diagnosi tardiva costretto a vivere sulla sedia a rotelle, scomparso precocemente. Nella raccolta troverete numerosi racconti biografici e autobiografici, le poesie ispirate ai quadri e le fotografie dei dipinti  (a colori).

Dalla mia introduzione:

Caro Lettore,
quest’anno in occasione del 20° anniversario dalla sua morte, ho deciso di rendere omaggio alla memoria di una persona straordinaria. Condividendo con Voi le pagine di questa raccolta, ispirata integralmente ai suoi più impressionanti dipinti, confidando al cuore di chi legge le mie più profonde e personali emozioni, i più cari ricordi e le più intime visioni. Con la mia poesia sarò la voce di Jerzy, la testimone del traguardo e dei sogni di un uomo eccezionale e della sua sofferenza, per poter trasformare, in seguito, i versi in una confessione e riflessione personale, un trattato sulla vita, sull’amore e sull’umana esistenza.
A Te, amato Zio, dedico questo tenero abbraccio poetico.

Izabella
Milano, 2016

PREFAZIONE a cura del Dr. Cristiano Papeschi:

  La maggior parte degli indimenticabili poeti, e dei grandi artisti in generale, attinge la propria ispirazione dalla sofferenza. Una “giornata di sole” riempie di gioia, di allegria, di speranza; sembra una cosa scontata, è lo è fino a che il sole splende. Al contrario, una notte di tempesta ci opprime, mette tristezza, ansia e, quando il vento batte contro le finestre e i tuoni scandiscono il tempo, addirittura paura o terrore. Ma la notte di tempesta ci ricorda che la giornata di sole, con i caldi raggi che accarezzano il viso e sfiorano i petali di un fiore, non è poi così scontata, e ci porta a desiderare che i fulmini cessino e ritorni al più presto il sereno. Ma esiste davvero una speranza per quel sereno? O è solo un lontano miraggio in un deserto senza orizzonte? La vita di ognuno di noi è così, un naturale alternarsi di tempesta e sole, ma anche nell’esistenza più perfetta che l’uomo possa immaginare od ottenere, c’è sempre almeno qualche minuto di maltempo. L’artista è in genere un personaggio inquieto, che esprime la propria arte su una pagina, una tela od un pezzo di marmo informe, modellandolo sotto la guida di un sentimento pronto ad esplodere. Izabella non scrive di splendide giornate di sole, bensì di spaventose notti di tempesta, coinvolgendo il lettore che sappia “ascoltare” il triste canto della sofferenza, poiché ognuno di noi ha vissuto almeno un minuto di quella tempesta. E’ facile comprendere lo stato d’animo di un vincente, di un atleta che abbia tagliato il traguardo per primo o di un attore che abbia ricevuto un Oscar. Molto più difficile è cogliere il sentimento negli occhi di un “perdente”, di una persona comune verso la quale la vita non è stata poi così giusta. “Gli espulsi dall’Eden” è, in ordine cronologico ma non certo per importanza, l’ultima delle sue opere: “siamo pellegrini espulsi dall’Eden”, siamo anime in pena, un mosaico di sentimenti e sensazioni, paure e vittorie, gioe e dolori ma… soprattutto dolori! E non è casuale l’aver dedicato la raccolta all’amato zio Jerzy, un artista, ma soprattutto un uomo, che ha toccato l’apogeo della propria ispirazione immobilizzato su una sedia a rotelle, nel momento in cui quella famosa giornata di sole gli era stata negata, ed altro non era che un lontano ricordo ed una ancor più irragiungibile speranza: un uomo per il quale la sofferenza è stata la “magna mater”. Non un unico tema nei versi di Izabella, bensì un insieme di situazioni, riflessioni e stati d’animo in diversi momenti della vita, spinti o trascinati dalle sensazioni di quel singolo istante fuggevole. Nel libro “Gli espulsi dall’Eden” Izabella tocca diversi argomenti, tutti caratterizzati da almeno una nota di dolore e sofferenza: da un veliero con le vele strappate dal tempo e dimenticato, immagine di qualcosa molto vicino all’autrice, alla sofferenza per una persona volata in Cielo prima del tempo, dalle solitudini vissute nei corridoi spogli del presente alle lacrime versate per un padre da sempre assente, dal ricordo di un volto del passato che scende gli scalini di un treno fino ad arrivare ad un tocco di vera sensualità ed immaginazione, un sentimento ed un desiderio consumato nella stanza di un motel, tra le corde di un gioco erotico o tra le lenzuola stropicciate di un letto complice di peccati lubrichi.
Un poliedrico insieme di frammenti di un cuore che pulsa, dove le “ali di piombo” sono forse l’immagine che meglio di tutte rappresenta la sofferenza e l’anima inquieta di un vero artista: quelle ali, così pesanti, potrebbero sembrare un qualcosa destinato ad affondare chi le porta, invece sono lo strumento che consente di librarsi nel cielo come splendidi falchi ma anche di volare fino ai limiti estremi delle umane possibilità, laggiù, lontano, un volo impossibile, un volo di Icaro… fino al Sole… fino a bruciare quelle ali e perdersi nell’infinito. Le parole di Izabella sono leggere, a volte dolci ed a volte disperate, ma allo stesso tempo pesano come macigni ed esplodono come piroclasti di un vulcano che si risveglia dal lungo sonno.

Dr.Cristiano Papeschi

Il libro disponibile presso Centro Tipografico Livornese Editore e a breve su tutti i siti della vendita online. Potete anche contattare direttamente me scrivendo all’indirizzo mail:
izabellateresapoesie@yahoo.com

Per acquistare il libro sul sito IBS:

http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=Gli+espulsi+dall%27eden

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