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FATIMA

I suoi occhi guardavano oltre.

Vagava tra sventrati barconi
come una zattera alla deriva,
un rifiuto umano privo di volto
coperto di stracci del proprio orgoglio.

Il suo sguardo accusava tutti.

Una fragile cerbiatta gettata ai lupi
dissanguata nel viaggio senza speranza,
l’unica fanciulla nel branco degli uomini,
una vittima perfetta della follia.

Il suo corpo pretendeva la vendetta.

Seviziata da anni nella sua terra,
umiliata, sminuita per essere donna,
inseminata di notte tra disprezzo e rabbia,
una madre ferita espulsa dall’Eden.

Sfiorai in fretta le sue dita
in un semplice gesto di misericordia,
incrociai i suoi pensieri pregni di dolore
rinchiusi nell’urlo della disperazione.

Ha detto di chiamarsi Fatima.
Fu così che m’innamorai per sempre.

Izabella Teresa Kostka
2016 tutti i diritti riservati

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