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SUL TETTO  DEL MONDO

Due piedi ,

feriti nel ruvido traguardo
pendono esausti dal tetto del mondo.
Adagiano pesanti sulle pene di piombo,
appesi tra le nubi del creato terrestre.

Vi guardo umani.

Annuso nell’aria quel vibrante fatica.

Eccovi.

Sudate, impaurite tremanti formiche,
travolte coinvolte in cupo tormento.
In frenetica corsa tra le pietre scarlatte
turbate tentate ,
non trovate dimora.

Vi osservo clemente.

Sommersa nel soave scorrere del tempo
sorseggio sapore del lento svanire.

Sospiro.

Respiro ancora  in attesa appesa,
assorbo l’odore del vostro tremore.

Vi rimpiango umani.

Tra gli scheletri di ieri correte testardi,
nelle acque di oggi navigate dispersi.
Naufragate stremati come deboli insetti
da un vortice divino trasportati  nell’oblio.

Sul tetto del mondo riposo serena.

Attendo inerme
la mia ultima ora.

Izabella Teresa Kostka
“A spasso con la Chimera ”
Irda Edizioni 2015
Diritti riservati

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Foto dal web

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