PUTTANA (racconto bonsai)

PUTTANA

Fermai la macchina e la guardai.
Era una semplice puttana eppure tra tutti i rifiuti della società  sembrava una vera regina. Vistosa e abbondante, i suoi fianchi ondeggiavano provocando in me una fatale tensione nei pantaloni. Volevo averla a qualsiasi prezzo. Stordito dal desio sbronzo di testosterone chiesi: “Ehi  bambola, quanto vuoi per una scopata?”
Fu un attimo in cui partì uno sparo.
Cazzo, fu la puttana più cara del mondo. Ha richiesto la mia vita.

Izabella Teresa Kostka
2016 tutti i diritti riservati

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Foto dal web

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L’ULTIMA SPIAGGIA

L’ULTIMA SPIAGGIA (dal trittico sull’immigrazione)

Sulle sponde dell’Eden si scontrano le onde
colme di pianto e di dolore,
scheggiate speranze sui vecchi barconi,
inghiottite di notte disperate preghiere.

Nessuno conosce i vostri nomi,
distese salme coperte di sale,
sorrisi dei figli strappati dal grembo,
le lacrime di donne nel muto terrore.

Immenso quel limbo di sofferenza,
sgozzata rabbia dell’impotenza,
le acque vermiglio saziano le sabbie
pregne di morte, d’indifferenza.

Eterno rimane un grido del vento,
un sepolcro anonimo
negli abissi del mare.

Izabella Teresa Kostka
tratto da “Peccati”
Antologica Atelier Edizioni
Tutti i diritti riservati

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TI SUPPLICO

TI SUPPLICO

Guardo attraverso i tuoi occhi
incorniciati dalle orme d’un ricordo di ieri,
sospesi nello spazio oltre il tutto
ove non contano più gli orologi.

Quanto prezioso è ogni momento
rubato al grigiore d’un giorno fuggente,
una semplice carezza posata sul volto,
il tenero “Ti amo” sussurrato al vespero.

Oh Madre,
sei sempre stata e sei l’essenza
che nutre e sazia i miei desideri,
combatti da secoli a testa alta
contro gli orchi e le bestie crudeli.

Scruto l’orizzonte dell’avvenire 
sperduto tra le langhe dell’Infinito,
sarai per sempre la mia estate,
io un bocciolo fiorito nella primavera.

Non abbandonarmi,
ti supplico,
fino al compiersi del nostro tempo.

Izabella Teresa Kostka
per “Madre mia”
Antologica Atelier Edizioni
2016 diritti riservati

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Foto dal web

MATER NOSTRA EST

MATER NOSTRA EST

Come una vigna matura
pregno il tuo grembo,
l’ombelico del mondo
gravido di allegria,
turgidi e candidi i seni
– succosi frutti maturi,
accogliente dimora
per le piccole labbra.

Sorridi
ignorando le grida del Male,
d’Immenso s’illumina il tuo viso,
avvinghiata dal dolore ritrovi la pace,
quell’essenza primordiale del Sacro Creato.

Sei una corolla sfavillante di puro amore
incarnato nel germoglio sbocciato dal ventre,
ovunque tu viva su questa Terra
rappresenti il nucleo dell’Universo.

Mater Nostra di qualsiasi fede
sia benedetto il tuo nome!

Izabella Teresa Kostka
per “Madre mia”
Antologica Atelier Edizioni
2016 tutti i diritti riservati

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